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  1. Alchemilla GAS
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    POSTIAMO NUOVO COMMENTO DI ALBERTO E DONATA IN RISPOSTA ALL’ULTIMA DI GERMANA E CARLO…

    Avevamo creduto che fosse possibile una mediazione sull’argomento della fraternità, ma dall’ultimo blog ci sembra che l’unico epilogo della vicenda sia quello di mettere una pietra sopra decretando l’esclusione dei prodotti della fraternità dagli acquisti.

    E’interessante riflettere sulla frase “ In tanti ci stanno
    rimproverando di non averlo già fatto, accomunandovi alla destra religiosa
    oltranziasta americana, alle sentinelle, a casa Pound.”

    Ci sembra che sia una motivazione debole e insufficiente escludere la fraternità perché altrimenti …..gli altri ci rimproverano di…. Le parole “destra religiosa oltranzista americana, sentinelle, casa pound” sono sproporzionate , frutto di un linguaggio e di un ideologia tipica del secolo scorso e dei suoi grandi conflitti, sono il linguaggio degli slogan, funzionali a etichettare e stigmatizzare gli individui per ghettizzarli, isolarli e abbandonarli in attesa che si auto estinguano.

    Sinceramente davanti a questo tipo di approccio verbale e di retro pensiero ci vogliamo distanziare e distinguere, esprimendo un nostro pensiero: che non considera la preghiera davanti all’ospedale il motivo per un così profondo accanimento contro la fraternità. Crediamo che non si possano mettere a tacere questioni di questo tipo mettendo il bavaglio davanti alla bocca alla gente, tantomeno colpendo una comunità che si occupa di ultimi, ultimi che non piacciono a nessuno, che molti considerano solo con senso di pietà e di sufficienza ma che invece possono rialzarsi possono ritrovare un posto nelle nostre città, possono trovare voce e quindi senso. Si in fondo è troppo facile escludere chi è già escluso. Per questo motivo non ci sentiamo rappresentati in questa vostra decisione e tanto meno appartenenti.

    Grazie per gli aspetti belli che abbiamo potuto trovare assieme a voi , Buon proseguimento.

    Alberto e Donata

  2. Alchemilla GAS
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    COMUNICATO DELL’ASSOCIAZIONE ARMONIE

    Care e cari del gruppo di acquisto Alchemilla

    abbiamo letto della vostra chiara presa di posizione nei confronti della Cooperativa Sociale Fraternità Papa Giovanni XXIII ed esprimiamo la nostra soddisfazione nel rilevare che i rapporti si sono conclusi, anche se comprendiamo e rispettiamo la non facilità della scelta presa, in considerazioni delle relazioni umane comunque esistenti.

    Rimane per noi fondamentale poter condividere spazi fisici e ideali con gruppi e persone singole dell’economia solidale (e non solo) in cui le differenze di genere e l’autodeterminazione sono valori e ricchezze condivisi da tutte e tutti : tale scelta permette anche a noi, donne di Armonie, di proseguire senza disagio o contraddizioni i percorsi e le collaborazioni insieme a voi.

    Un caro saluto

    LeArmonie
    Armonie Associazione di donne
    Via Emilia Levante 138 BOLOGNA

  3. Alchemilla GAS
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    1 – RACCOLTA MAIL DI GASISTI RICEVUTE

    1. SILVIA CERESATTO
    Sono abbastanza sollevata da questa presa di posizione. Devo ammettere che inizialmente avevo qualche perplessità sulla presenza di questo soggetto e avevo tentato qualche ricerca personale senza trovare apparenti contrarietà; fidandomi poi del vostro filtro avevo iniziato ad effettuare gli ordini.
    Non sapevo di queste veglie di preghiera…la vostra immediata presa di posiziobe mi conforta nella fiducia. Grazie!!!

    2. ANNA GUIDI
    peccato, davvero.
    Era una bellissima collaborazione…. la preghiera non la ritengo mai violenta.
    Ma rispetto le decision idi ALchemilla, come tt le altre
    Anna

    3. ELEONORA APPONI-BATTINI

    Buongiorno a tutti.
    Innanzitutto ringrazio per l’informativa.
    Ero ovviamente a conoscenza delle riunioni di preghiera fuori dal reparto di ginecologia ed ostetricia del Sant’Orsola nelle giornate in cui si pratica l’IVG.
    Non sapevo però che tale consesso prevedesse anche la presenza della Cooperativa la Fraternità.
    Personalmente, oltre ad essere più che favorevole alla L. 194, ritengo che la pratica della preghiera antiabortiva sia un atto che tradisce una totale assenza di carità cristiana (per chi crede) e più generalmente di comprensione per il prossimo, e che non ha come scopo l’aiuto o l’ascolto nei confronti di chi si ritiene stia facendo una scelta sbagliata, traducendosi all’opposto in un atto di gratuita violenza psicologica in un momento delicatissimo nella vita delle donne (ed infatti paradossalmente mi risulta che questi gruppi di preghiera siano frequentati principalmente da uomini).
    Purtroppo non ho il tempo per partecipare alla vita organizzativa del nostro GAS, ma ci tengo a dire di essere totalmente d’accordo con la decisione presa (come sarei d’accordo a bloccare senza indugio qualsiasi forma di collaborazione con movimenti fondamentalisti, omofobi, etc tanto per restare al passo con la cronaca delle ultime ore).
    Grazie ancora per la direzione presa in questa vicenda.

    A presto,

    Eleonora

    4. SALVATORE
    !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Come dire che chi non condivide o non capisce qesta scelta è logico che interrompa eventuali rapporti con ALCHEMILLA GAS !?

    Salvatore

    5. VERONICA BENUZZI
    Grazie, sono molto molto felice di questa soluzione.
    Veronica

    6. ELISABETTA FRANCESCHINI
    Decisione giusta che condivido pienamente.
    Elisabetta Franceschini

    7. CARLA MARULO

    perfettamente d’accordo
    carla

    8. CARMELA GREZZI
    concordo pienamente, e mi stavo appunto chiedendo come fosse possibile questo rapporto con organizzazioni tanto poco rispettose di posizioni diverse dalle loro… Carmela Grezzi

    9. ALESSANDRO FERRARI
    Anche se non ho partecipato direttamente alla discussione approvo il percorso intrapreso e anche le soluzioni adottate. Io stesso, avendo saputo di queste pratiche della comunità Papà Giovanni ho smesso di prendere le cassette dalla Fraternità. Non credo che siano soluzioni facili da prendere e penso che aprano una riflessione in più su cosa sia considerato “solidale”.
    Un abbraccio a tutti, a sabato,
    Ale

    10. ILARIA FRANCICA
    avete fatto bene
    Ilaria

    11. DANIELA VALDISERRA:
    Concordo in pieno con la scelta operata e vi ringrazio per il tentativo
    di mediazione. Ciao Daniela Valdiserra

    12. ? : mi sembra giusto, grazie.

    13. Mi trovate completamente d’accordo, quindi approvo la vostra scelta. Buonaserata, Patrizia Milani

    14. Secondo me, avete fatto bene. Poggi Barbara

    15. CLAUDIA BOATTINI

    sono d’accordissimo sul modo e sul contenuto.
    Grazie.
    Personalmente appena saputo questa estate, avevo smesso di acquistare la cassetta di frutta e verdura. Pensavo di parlarne domenica 26. Grazie per aver assunto voi l’iniziativa prendendovi questa responsabili-tà.
    Per me è una cattiveria terribile pensare e fare il cosidetto gruppo di preghiera davanti a donne che hanno già deciso di sottoporsi all’interruzione della gravidanza. Una perfidia intollerabile al livello di conoscenza di oggi, che non può che avere effetti pesantissimi sulla psiche di quelle donne.
    Anche la reazione alla richiesta di dialogo mi pare molto preoccupante. Mi pare di rilevare che gli integrali-smi nel mondo si alimentano gli uni con gli altri: chi taglia teste, chi fa violenza psicologica, chi uccide e chi invita ad armare il mondo……………
    Grazie per aver preso così “pacificamente” questa responsabilità
    c.b.

    16. ALBERTO E DONATA – Granarolo

    Cari gasisti, riceviamo a malincuore questa mail.
    Pur non conoscendo le modalità in cui viene gestita l’iniziativa della Comunità Papa Giovanni XXIII e co-munque prescindendo da ciò, pensiamo che la decisione presa dal nostro Gas Alchemilla non sia in linea con i valori di inclusività, di dialogo e di rispetto delle diversità che a nostro avviso, un Gas dovrebbe ricer-care e perseguire. Possiamo far presente il nostro punto di vista ma non possiamo mai pretendere che gli “altri”(chiunque essi siano e a qualunque credo appartengano) si convincano e si allineino con i nostri pen-sieri ed azioni, tantomeno escluderli o emarginarli, perché questo ha tutta l’aria di essere un atto “punitivo” dal quale ci dissociamo.
    Cordiali saluti,
    Donata e Alberto

    17. ALESSANDRA ED ENZO

    ben venga che sia “esplosa” la questione Fraternita e legge 190.
    così si ha modo veramente di confrontarsi sul nostro stile di vita, dal momento che si condivide la spesa e il consumo consapevole. Ovvero consapevole, di quello che si mangia e delle persone che lo producono.
    Nutrirsi ha un significato esteso e alla domanda di cosa mi nutro, rispondo:
    “Ci si nutre di emozioni, di sensazioni, di ideali, di scelte di vita.”
    Se quello che mangio e che penso fossero disgiunti avrebbe poco senso partecipare al gruppo gas Alchemilla.
    I rapporti umani sono sociali e rispondono sia ad una scelta etica, che politica, ad una visone del mondo. Se produciamo prodotti bio e parliamo solo di cibo, in un atmosfera del “volemose bene”, si sta “bleffando” o si hanno le idee confuse.
    Come scelgo con chi mangiare e cosa mangiare, così scelgo nella vita cosa è importante. Ed il rispetto sia della natura che delle scelte altrui, per me è importante. Chi dimostra intolleranza e si accanisce contro qualcuno, in questo caso le donne, preferisco evitarlo. La discussione oltre che inutile, rafforza e dà importanza a chi dovrebbe solo scusarsi.

    Alessandra

    Le parole Biologico e Biodinamico sono diventate quasi sacre o magiche: “Bio è bello e buono”, fa bene.
    Domanda: se chi produce “BIO”, mostra rancore, rabbia e aggressività, che tipo di energia ci metterà nei suoi prodotti ?

    Enzo

    18. LICIA VICINELLI

    Car* amic* di Alchemilla,
    ho letto la vostra comunicazione e mi trovo completamente d’accordo con la decisione presa. Fermo re-stando per tutt* la facoltà di esprimere il dissenso o il consenso rispetto a questioni definite “etiche”, questo non dà automaticamente il diritto di vessare e fare pressione psicologica a chi esercita una scelta di autodeterminazione. Il nostro gruppo ha pratiche che promuovono il dialogo e ricercano il consenso: se iniziassimo a usare questi metodi mostrando disprezzo, che ne so, per chi ha abitudini alimentari diverse dalle nostre in nome di un concetto di salute che è diverso per ogni persona, dove andremmo a finire? Non sono i principi che sono sbagliati e ogni persona ha i suoi, ma è profondamente errato e vigliacco cercare di far cambiare idea a una donna che ha sicuramente preso una decisione sofferta infierendo sul suo stato emotivo in un momento così cruciale.
    Grazie per la decisione presa
    Licia Vicinelli

    19. LAURA BERTACCHINI

    Oggi ho avuto occasione di parlare con molta sincerità e come sempre in modo costruttivo con una mia carissima amica…nonché collega di lavoro…che fa parte del gruppo di acquisto sul tema tanto discusso dei rapporti con Fraternità-Papa Giovanni XXIII.
    Mi ha chiesto e suggerito di mettere per iscritto il mio pensiero sulla faccenda…non perché sia determinante, ma per avere un punto di vista in più. Quindi eccomi!
    A mio parere, non è sicuramente corretto il tipo di protesta che porta avanti da anni la Comunità Papa Giovanni XXIII.
    1 Perché non è il luogo giusto
    2 E’ invasiva
    3 Presuppone che siano nell’ingiusto tutte le persone che non la pensano come loro
    4 Ritengo che non possa ottenere alcun risultato positivo (o negativo che si voglia definire)…
    Nello stesso tempo, se veramente Alchemilla si ritiene così libera di pensieri e aperta al mondo, non credo che sia nella condizione di escludere la Fraternità. Non sono i ragazzi disabili che ci lavorano, non sono le donne, gli uomini ed i bambini che vivono lì a essere artefici di questa protesta. Mentre escludendoli, si va a danneggiare loro prima di tutti gli “altri” che forti della nostra reazione “estrema” si sentiranno autorizzati a reagire con altrettanta chiusura mentale. Inoltre ho sempre pensato che reagire di petto sia estremismo in tutti i modi…siano le femministe, che i cattolici…”o con me o contro di me” a mio parere non è il modo di intendere l’essere aperti e solidali. Io non sarei per chiudere i rapporti con la Fraternità. Ma mi atterrò alle decisioni della maggioranza.
    Boicottare una Onlus significa boicottarla in tutto, non staremmo boicottando chi prega davanti all’ospedale.
    Grazie per l’attenzione e grazie ancor di più per tutto il lavoro che svolgete per tenere insieme e far funzionare il GAS.
    Laura Bertacchini

  4. Alchemilla GAS
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    2 – LETTERA DI ALCHEMILLA GAS

    Nei mesi scorsi abbiamo appreso dai giornali che la Comunità Papa Giovanni XXIII promuove una particolare protesta contro la l’aborto, convocando un gruppo di preghiera, un giorno alla settimana, all’Ospedale Sant’Orsola, davanti alla clinica ginecologica dove si praticano le interruzioni di gravidanza. E’ una pratica che credevamo abbandonata da tempo ed invece è proseguita ininterrotta per quindici anni.

    La Cooperativa La Fraternità con la quale collaboriamo per la distribuzione dei nostri acquisti è un’espressione della Comunità Papa Giovanni XXIII e dunque ci siamo interrogati sull’opportunità di proseguire questa collaborazione.
    Nella discussione all’interno del gruppo organizzativo di Alchemilla – difficile, per la presenza di posizioni e sensibilità molto diverse tra loro (femministe, cattoliche, ecc.), ma capace di valorizzare ciò che ci unisce più di ciò che ci divide – abbiamo convenuto che non ci siano le condizioni per proseguire il rapporto con la Fraternità.
    Per la maggioranza di noi, la preghiera antiabortista davanti all’ospedale è una pratica violenta o comunque inaccettabile, volta a sollecitare dubbi e sensi di colpa nelle donne che si recano a praticare l’interruzione di gravidanza e non ad aprire una discussione pubblica con i cittadini o le istituzioni.
    Non contestiamo alla Fraternità e alla Papa Giovanni XXIII la possibilità di esprimere il loro pensiero politico sul tema dell’aborto (peraltro tutt’altro che marginalizzato dai mezzi di comunicazione), o la protesta contro una legge dello stato, o ancora la preghiera fuori dai luoghi di culto. Così come affermiamo, per noi stessi e ciascun altro, il diritto di contestare attivamente tale pensiero/protesta/preghiera. Riteniamo, invece, che quella protesta/preghiera diventi illegittima quando si svolge in un luogo sensibile, come un luogo di cura e con modalità che comprimono il diritto di autodeterminazione delle donne.

    Per questo abbiamo affrontato la questione in un incontro di discussione con una folta delegazione della Fraternità e della Papa Giovanni XXIII e abbiamo chiesto loro di spostare altrove le loro preghiere/proteste. La loro risposta è stata la convocazione della preghiera antiabortista in giorni a sorpresa (anzichè a giorno fisso), al solo fine di prevenire le contestazioni. Preso atto di questa risposta sorda alla nostra offerta di dialogo, abbiamo deciso di chiudere il rapporto con la Fraternità e la Papa Giovanni XXIII.

  5. Alchemilla GAS
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    3 – LETTERA DELLA FRATERNITA’ DI PROSECUZIONE DELLE PREGHIERE

    Perché continueremo la preghiera davanti al S. Orsola in modo “itinerante”

    Nei mesi scorsi, dopo 15 anni in cui ogni settimana siamo stati davanti al S. Orsola a pregare, ci siamo trovati ad affrontare una contestazione molto forte e risoluta. Anche in passato c’era stato qualche momento di tensione, ma mai di questa intensità e durata. E’ apparso subito evidente come ci fosse una netta spaccatura tra quelli che erano i nostri intendimenti e quello che questa nostra azione pareva trasmettere ai nostri contestatori. Leggendo i giornali ed anche grazie ad alcuni incontri con chi ci criticava, abbiamo colto la distanza tra quello che volevamo dire e quello che veniva recepito. In questo senso un doveroso ringraziamento va ai Gruppo di Acquisto Solidale “Alchemilla” che, conoscendoci ed avendo altri ambiti di collaborazione con la Comunità Papa Giovanni XXIII, ha scelto di incontrarci e dialogare con noi. Da un lato c’erano le nostre motivazioni, coerenti, riteniamo, con tutte le altre nostre azioni e con la condivisione di vita con gli ultimi nelle realtà di accoglienza in Italia e nel mondo. Noi, con quella preghiera, vogliamo testimoniare in primo luogo la vicinanza ai bambini, che hanno il diritto di vivere, e dire alle donne che vivono questo dramma che, se vogliono, possono non essere sole. Questo atto veniva però percepito come un atto di violenza, non rispettoso del dramma che ogni donna, comunque ci arrivi, vive con l’aborto. Forse in modo un po’ ingenuo abbiamo provato ad avviare un dialogo, nella convinzione che fosse possibile trovare qualche punto di incontro. Non tanto sui principi, rispetto ai quali probabilmente sono necessari tempi più lunghi e contesti diversi. Difficilmente in momenti di tensione è possibile confrontare la nostra convinzione che la dignità della vita umana va riconosciuta e rispettata dal concepimento e non da una data fissata convenzionalmente per legge e chi ritiene che il primato assoluto vada riconosciuto all’autodeterminazione della donna. Volevamo dialogare su altri punti. Prima di tutto la situazione di quelle donne (il 20% sulla base dei dati a nostra disposizione, cioè delle donne che abbiamo incontrato) che sono indotte all’aborto. In questo caso autodeterminazione della donna e difesa della vita del bambino si incontrano. Poi la libertà di coscienza che va rispettata e per la quale ci si deve battere anche su temi che non condividiamo. Veniamo da esperienze in cui ci siamo trovati a condividere la difesa del diritto all’obiezione di coscienza con ambienti politici molto vicini a chi ora ci sta criticando. Ci sono diversità, parliamone. Certamente non apprezziamo il silenzio dei medici obiettori, ma riteniamo che il principio vada difeso in ogni caso. I nostri fratelli dell’Operazione Colomba impegnati in ben diversi ambiti di conflitto (Palestina, Kossovo, Colombia ..) ci hanno aiutato a leggere questa situazione. Al di là delle nostre intenzioni si è creato uno scontro puramente ideologico: due schieramenti che si contrappongono. “Ave Maria contro Bella Ciao”.
    E’ partito un dibattito interno alla Comunità che, per la rilevanza dei temi in discussione, è uscito dall’ambito Bolognese. Alcuni di noi hanno anche proposto di cambiare modalità o ubicazione del punto di preghiera. Questo non per retrocedere né sulle nostre convinzioni, né sulla determinazione a portarle avanti, ma per uscire da quello schema “ideologico” a cui accennavamo sopra. Alla fine si è deciso di proseguire con la preghiera pubblica davanti al S. Orsola. Questo per due motivi, di cui il primo più marginale ed accidentale, il secondo più sostanziale. Il primo consiste nella convinzione che il messaggio percepito derivi da una comunicazione non adeguata (anche da parte nostra) e da un pizzico di malafede che porta a dipingere il “nemico” così come risulta più facile “combatterlo”. Meglio dipingere un cattolico reazionario, integralista, chiuso alle novità che Papa Francesco sta proponendo, piuttosto che un cattolico che, ovviamente con tutti i suoi limiti, cerca di vivere nella storia e soprattutto cerca di vivere la coerenza tra quello che afferma e quello che vive. Quello che la Comunità Papa Giovanni XXIII vive in tanti ambiti di condivisione ci pare testimoni, almeno un po’, questo. Il motivo sostanziale però è un altro. Tutta la nostra vita è caratterizzata dalla scelta di stare a fianco degli ultimi e dimenticati. In questo caso gli ultimi sono prima di tutto i bambini a cui si nega di nascere e poi le mamme che spessissimo vengono lasciate sole. Noi vogliamo essere vicini prima di tutto nelle nostre realtà di accoglienza in cui vivono tante mamme in difficoltà che, non restando sole, hanno deciso di portare avanti la gravidanza. Poi lo facciamo là dove si consuma questo dramma. Lo facciamo sottovoce, non ci sono megafoni, né volantinaggio, né slogan. Lo facciamo nel linguaggio per noi più alto, la preghiera. Pensiamo sia nostro diritto e dovere di cittadini esprimere la nostra opinione. Pensiamo sia nostro diritto e dovere di cristiani farlo con la preghiera.
    Resta un problema. Quelle contestazioni e lo spettacolo che ne consegue è senza dubbio disdicevole e non utile a nessuno, tantomeno alle donne che hanno deciso di abortire. Non ci preoccupa la contestazione in sé: l’abbiamo già sperimentata in tanti altri ambiti di impegno sia in Italia che nei tanti luoghi del mondo dove siamo presenti. Ci dispiace il messaggio sbagliato che dà. Abbiamo quindi deciso di fare una preghiera “itinerante”, non nello spazio, ma nel tempo. Ogni settimana cambiamo giorno nel tentativo di evitare lo scontro. Non è una sfida, ma un invito a trovare motivi e modalità di confronto e non di scontro. La nostra azione non è “contro” nessuno, ma “per” la vita.

    Andrea Montuschi
    Comunità Papa Giovanni XXII
    Zona Emilia

  6. Alchemilla GAS
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    L’acquisto di agrumi da SOS Rosarno è chiuso ma per gli interessati ritardatari c’è ancora qualcosa da assegnare.
    Scrivete a ilPOPOLOdelleARANCE@gmail.com oppure venite al CRASH! mercoledi 19 febbraio dalle 18 alle 20

    Lorenzo

  7. Alchemilla GAS
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  8. Alchemilla GAS
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    Ricordiamoci anche dei “mercatifuori porta e fuorifuori” 😉
    Mercato TerraTerra ogni giovedi pomeriggio-sera ad Ozzano emilia
    https://www.facebook.com/events/436263829802435/?ref=22
    Mercato SanLAZZAROèBIO, il martedi, bisettimanale
    http://sanlazzaroebio.wordpress.com/

  9. Alchemilla GAS
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